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Bologna, la dolce. Curiosando sotto i portici fra antichi sapori

Bologna, la dolce. Curiosando sotto i portici fra antichi sapori Ricette dolci della tradizione bolognese condite di ricordi, di curiosità e di illustrazioni di Morena Magri : questo libro fa parte de “ I quaderni del Loggione ” di Damster Edizioni ed è dedicato a Bologna, la mia città. “ Bologna, la dolce ” è un viaggio culinario attraverso i portici della mia bella città, scritto da Katia Brentani : sfogliando questo ricettario mi sono tornati alla mente profumi e ricordi … di quando i nonni andavano alle terme a Porretta e tornavano con sacchetti pieni di zuccherini montanari , ricoperti di candida glassa e con dentro i semini d’anice… oppure quando si andava ai matrimoni e, dopo il lungo banchetto nuziali , non aspettavo altro che ricevere il sacchettino di zuccherini di pastafrolla assieme ai confetti… o, ancora, quando mi sentivo grande “tocciando” la brazadela (la ciambella dura bolognese) nel vino e mi si colorivano le guance… Questo libro è da regalare a mamme e nonn...

Tortellini

I tortellini sono il piatto d’eccellenza a Bologna e non possono mancare in nessuna occasione importante e festa comandata: Natale, Capodanno, compleanni, matrimoni… ogni occasione è buona per raccogliere tutta la famiglia attorno al tavolo con tanti bei piatti fumanti di tortellini in brodo! C’è chi non tollera i tortellini alla panna, insistendo a dire che si tratta di un’eresia, ma io non sono una purista e non credo che il piatto perda dignità per così poco! La differenza vera, a mio parere, sta nel fatto che siano tirati a macchina o con il mattarello: tirare la pasta con il mattarello sul tagliere di legno, gli conferisce porosità e spessore irregolare, cosa molto apprezzabile e di gran lunga migliore, che fa del tortellino tirato a mano un gioiello della tradizione da custodire gelosamente. La tradizione vuole la pasta tirata così fine che, alzandola e guardandoci attraverso si deve vedere San Luca (la Basilica che guarda dall'alto tutta Bologna): anche qui ...

Castagnaccio - frittelle con farina di castagne

Il castagnaccio a Bologna è sinonimo di frittelline di castagne con uvetta e pinoli: quando mia nonna le friggeva la casa veniva invasa da un penetrante odore di castagne. Un tipico dolce autunnale, da mangiare bollente: non c'è sagra d'autunno a Bologna e provincia in cui non vengano proposte, cucinate dalle sapienti mani delle volontarie e dei volontari, che tramandano colori e profumi che sanno di coccole di una volta. Questa è la ricetta della mia famiglia. INGREDIENTI farina di castagne 1 kg uvetta 200 g pinoli 100 g rum 2 cucchiai la scorza grattugiata di 1/2 limone bicarbonato 1/2 cucchiaino sale fino 1 pizzico latte q.b. olio per friggere zucchero a velo per guarnire PROCEDIMENTO Unire tutti gli ingredienti in una ciotola, amalgamando con una forchetta, aggiungendo il latte a filo, fino ad ottenere una pastella morbida. Coprire con un piatto e far riposare minimo due ore. Friggere a cucchiaiate in un recipiente alto e stretto con abbondante olio bollente. Scolare le fri...

Friggione

Il "friggione" è una salsa bolognese di cipolle e pomodori. E' una delle ricette tipiche bolognesi e, come sempre, ogni famiglia ha la sua ricetta preferita, con piccole varianti che fanno la differenza. La ricetta del "friggione" è depositata presso la Camera di Commercio di Bologna , presso la quale vengono raccolti gli usi e le consuetudini della provincia di Bologna, per una piena tutela delle radici storiche e culturali che racchiudono questi piatti della nostra tradizione. La ricetta originale è datata 1886. INGREDIENTI cipolle bianche 4 kg pomodori pelati freschi 300 g zucchero 1 cucchiaino sale grosso 1 cucchiaino olio extravergine d'oliva 2 cucchiai PROCEDIMENTO Affettare la cipolla emetterla in un tegame assieme all'olio, il sale e lo zucchero. A fuoco lentissimo cuocerla girando con un mestolo di legno, facendo sì non si attacchi. Quando sarà appassita, aggiungere i pomodori freschi tagliati a pezzettini e se...

Crescentine

    Le crescentine a Bologna sono quei rombi di pasta fritta che si trovano a qualsiasi sagra o festa di piazza: da accompagnare a salumi, formaggi e sottaceti, le crescentine si usa andarle a mangiare in trattorie caserecce per una serata in compagnia . Attenzione a non confonderle con le "crescentine" modenesi, che sono invece quelle che noi a Bologna chiamiamo tigelle (se volete la ricetta delle tigelle, cliccate  QUI ). Questa è la ricetta di mia nonna Gianna : quando friggeva le crescentine nello strutto la casa veniva impestata da un odore e da un fumo pungenti, ma quando si assaporavano il suo gnocco e le sue crescentine ci si dimenticava di tutto il resto ! Io non uso lo strutto, ma olio di semi di girasole biologico: vi assicuro che le mie crescentine sono comunque buonissime e croccanti!   INGREDIENTI (per 6/8 persone) farina 0 1 kg latte 450/500 ml olio extravergine d'oliva 1/2 bicchiere  lievito per dolci 1/2 bustina ...

Panone bolognese

Il panone bolognese è un pane dolce scuro, di tradizione contadina , nato come versione contadina , più povera, del Certosino preparato dai frati della Certosa di Bologna: col tempo le due ricette si sono contaminate e ne esistono tante varianti in tutta la provincia di Bologna . Questa è la versione di mia nonna Gianna , che lo chiamava " panettone della nonna ": lei ne preparava un quantitativo industriale, lo confezionava in tante teglie di stagnola in sacchetti trasparenti e chiuse con un nastrino dorato ... chiunque venisse a trovarci per le feste ne riceveva una in regalo . Il profumo della frutta secca, della cioccolata, della mostarda e del miele inebriavano la casa e il mio compito era leccare il cucchiaio a fine preparazione. INGREDIENTI (per circa 3 teglie medie d'alluminio) farina 500 g zucchero 200 g burro 100 g uova 2 lievito per dolci 1 bustina uva sultanina ammollata nel rum 200 g fichi secchi 200 g mostarda bolognese 250 g cioccolato fondente 100 g aranc...

Tagliatelle fresche all’uovo tirate al mattarello

Tra i piatti tipici della mia città, Bologna, quello che secondo me la identifica di più è un bel piatto di tagliatelle: per me sa di casa, di convivialità, pranzi in famiglia attorno a un lungo tavolo pieno di cose buone. Quando ero piccola, se arrivava qualcuno di inaspettato (cosa frequente a casa mia), mia nonna si metteva in fretta e furia il grembiule e, con l’affanno di chi ama far sentire a proprio agio gli ospiti, si metteva a impastare dieci uova di tagliatelle come ridere, ma arrivava anche a venti/venticinque, quando erano previsti pranzi con parenti e amici. Le buone tagliatelle emiliane sono rigorosamente tirate con il mattarello: secondo alcuni la sfoglia deve essere tirata così sottile che, alzandola e guardandoci attraverso, “si deve vedere San Luca” (è una famosa basilica situata sui colli di Bologna, visibile da ogni parte della città)… io sono invece dell’idea che le tagliatelle debbano essere un po’ grossettine, spesse e ruvide quanto basta per sentire...

Tagliatelle dolci fritte di Carnevale

Tagliatelle dolci fritte di Carnevale Le tagliatelle fritte sono un dolce tipico di Bologna che si usa mangiare nel periodo di Carnevale: sono croccanti, friabili, dolci e appiccicose… insomma, una delizia! Non potevo scegliere un piatto migliore per rappresentare Bologna nel giorno di Martedì Grasso! Questa è la ricetta di mia zia Graziella, che fa le tagliatelle dolci più buone del mondo!   INGREDIENTI 500 gr di farina 00 100 gr di zucchero semolato 50 gr di burro 3 uova scorza grattugiata di 1 limone 2 manciate di zucchero semolato olio di semi di girasole per friggere PROCEDIMENTO Per la pasta: fare la fontana con la farina, mettervi al centro lo zucchero, il burro e le uova ed impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Stendere l'impasto sottile usando il mattarello, cospargere la sfoglia con zucchero misto alla buccia di limone tritata fine e arrotolarla su se stessa. Tagliare le tagliatelle larghe 1-2 cm (senz...

Caldarroste sulla stufa a legna

Mi ricordo quando da piccola andavo a fare un giro in centro a Bologna con i miei genitori: con i primi freddi si andava al cinema, poi un bel giro in piazza Maggiore. S otto il Pavaglione, alla fine del portico c'era un signore col carretto che vendeva "i maroni", che per i bolognesi sono le caldarroste. Era bellissimo mangiarli passeggiando, ti scaldavano le mani e lo stomaco! A Bologna è d'obbligo mangiare i "maroni" il 18 ottobre, giorno di San Luca, sorseggiando vino nuovo o un bollente vin brulè. Un detto bolognese dice: "Par Saṅ Lócca, chi à di maróṅ iṅ plócca e chi aṅ n’à brisa as grata la pirocca" ("Il giorno di San Luca, chi ha i marroni li mangia e chi non ne ha si gratta la testa"). L'11 novembre si festeggia San Martino e, come dice un altro proverbio "A San Martino si mangian castagne e si beve vino". Quando ero piccola si andava la domenica in montagna a raccogliere castagne e marroni: era divertente passeggia...