Tortellini matti


A Bologna il tortellino è il re della tavola, il simbolo della festa e dell'abbondanza... ma cosa succedeva quando la carne era un lusso che non ci si poteva permettere, eppure il desiderio di celebrare la domenica era più forte della ristrettezza?
Nascono così i "tortellini matti" (o tortellini matti nel brodo): sono un atto di amore e di resistenza culinaria in cui il ripieno scompare, ma l'anima del piatto resta intatta grazie all'aroma intenso della noce moscata infusa direttamente nell'impasto, che sprigiona nel brodo bollente lo stesso profumo dei fratelli maggiori più nobili.
È una ricetta che parla di mani infarinate, di tradizioni tramandate a voce e di quella capacità tutta contadina di trasformare pochi, poverissimi ingredienti in un piatto capace di scaldare il cuore.
Prepararli è un rito lento e metodico: si tira la sfoglia, si tagliano i quadretti e si chiudono uno a uno, proprio come i tortellini veri, celebrando la bellezza della forma anche quando la sostanza si fa leggera.


INGREDIENTI (per 4 persone)
  • uova 4
  • farina 400 g
  • noce moscata
  • brodo di carne (o vegetale) per cuocere
  • parmigiano reggiano grattugiato per servire


PROCEDIMENTO

Fare la fontana con la farina, porre al centro le uova e sbatterle leggermente con una forchetta; unire una bella macinata di noce moscata e impastare bene.
Formare una palla e farla riposare dentro un sacchetto di nylon per 30 minuti a temperatura ambiente.
Tirare la sfoglia sottile e tagliarla a quadri, come per fare i tortellini veri.
Chiudere i tortellini alla maniera classica: l'unica differenza è che non c'è il ripieno.
Portare a bollore il brodo, tuffarvi i tortellini matti e spegnere il brodo appena riprende il bollore e i tortellini vengono a galla.
Servire i tortellini matti in brodo, con una bella spolverata di parmigiano.

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