Decrescita felice: l'orto, la cucina e le mie scelte etiche
La mia "decrescita" possibile: piccoli passi tra orto e dispensa
A volte mi guardo intorno e mi rendo conto che la mia vita è cambiata molto in questi anni.
Quest'anno ho compiuto 51 anni: è un po' un giro di boa e, riflettendo, di fanno tante considerazioni.
Sento sempre più la necessità di vivere in modo consapevole e rispettoso, cercando di rendere la mia impronta ecologica meno invasiva possibile.
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| La pazienza di creare, il valore del tempo ritrovato. |
La scintilla che ha cambiato tutto
Ricordo ancora nitidamente quel periodo, circa vent'anni fa. Mi sono imbattuta nel libro di Maurizio Pallante, "La Decrescita Felice": quelle pagine hanno iniziato a scardinare, una dopo l'altra, le certezze che davo per scontate.
Ho letto riflessioni che parlavano di una possibilità diversa, che non definirei un ritorno al passato, ma un'intuizione sul futuro. Il passaggio fondamentale, quello che mi è rimasto impresso come una bussola, è stato capire che la vera ricchezza è lavorare meno e avere più tempo. Ho compreso che eravamo stati abituati a pensare che il progresso coincidesse con l'aumento del lavoro, della produzione di merci, mentre in realtà stavamo solo aumentando il nostro carico di stress e la nostra dipendenza dal superfluo.
Questo libro mi ha aiutata a visualizzare ciò che sentivo a pelle: esiste un limite oltre il quale il lavoro e il consumo smettono di produrre benessere e inizia a sottrarre vita.
Da allora, è iniziato un percorso lento che ha dato forma al mio modo di stare al mondo.
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| La decrescita è nata qui, tra il calore di una stufa e le pagine che mi hanno cambiato lo sguardo. |
Scegliere, giorno dopo giorno
Non sempre ci riesco però. Qualche volta, presa dalla stanchezza o dalla fretta, compro anche io qualche "schifezza" al supermercato.
Credo che non si possa essere troppo rigidi in un mondo complesso come il nostro. Penso però che si possa essere realisti e fare comunque la propria parte, anche se piccola.
Cerco di evitare le grandi multinazionali e quei cibi ultra-processati che non sono fatti per nutrirci, ma per renderci dipendenti e semplicemente consumatori paganti.
Preferisco dare fiducia a piccole aziende locali, a persone che credono nel proprio lavoro e che trattano con dignità e rispetto la terra, gli animali e chi consuma.
È un modo per sentirmi parte di un "tutto" dove ogni gesto – anche la scelta di un ortaggio o di un pacco di farina – ha un peso. È il mio piccolo atto di cura verso chi lavora, chi mangia e verso l'ambiente che ci ospita.
Una scelta personale
In questo percorso, da quasi 15 anni ho fatto una scelta tutta mia: quella di non mangiare animali, per etica, per salute, per riappacificarmi col mondo.
Non è una bandiera che sventolo per giudicare gli altri, proprio per niente: la mia famiglia è onnivora e conviviamo, ognuno con le proprie abitudini.
È semplicemente una scelta che mi fa stare bene, in linea con quello che sento, senza pretese di convertire nessuno.
La cucina come palestra di sobrietà
Cucinare, per me, è diventato il laboratorio di questa filosofia. Cerco di rimettere al centro le cose semplici: impastare il pane, fare la pasta, mettere le verdure in vaso seguendo il ritmo dell'orto.
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| Nutrire sé stessi è il primo atto di libertà. |
Non è una prestazione, non devo dimostrare nulla a nessuno. Trovo pace nel trasformare pochi ingredienti buoni in qualcosa di sano.
E poi c'è il tema dello spreco. Provo a tenere gli occhi aperti: quella buccia, quel gambo, quel pezzetto di pane avanzato... cerco di non vedere "rifiuti", ma risorse.
Non sempre ci riesco, a volte qualcosa finisce comunque nel compost, ma il tentativo di valorizzare ciò che ho mi fa sentire più leggera.
Un percorso, non una meta
Non voglio fare la bacchettona, né insegnare nulla. Ognuno di noi ha i propri ritmi, il proprio tempo e le proprie possibilità.
La vita è complicata per tutti, però credo che ognuno possa adattare questi piccoli gesti alla quotidiana, senza ansia.
Oggi, vedere mio figlio che torna stanco dal lavoro e si rilassa occupandosi dell'orto mi dà una grande felicità.
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| Coltivare insieme il futuro: la bellezza della continuità. |
Due chiacchiere tra noi
Quello che vorrei portare qui è solo la mia esperienza personale. La cucina e l'orto sono spazi aperti, dove si può sempre imparare.
E tu? Come provi a integrare un po' più di consapevolezza nella tua giornata? C'è qualcosa che cerchi di fare per vivere con più sobrietà? Mi farebbe molto piacere conoscere il tuo punto di vista, senza presunzione, solo per condividere un pezzetto di strada insieme, contaminandoci positivamente con lo scambio di buone pratiche.
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| La decrescita è una tavola imbandita di affetti e gesti semplici. |
Dal mio ricettario: altre idee per te
Se vuoi scoprire come traduco queste scelte in pratica quotidiana, ti consiglio questi articoli del mio blog:
- L'arte delle conserve: consulta la guida completa per una dispensa autentica, zero sprechi e rispettosa della stagionalità.
- Monia, l'orto, il blog e la vita consapevole - Conosciamoci meglio!
- Cucina a zero sprechi - Scopri le mie esperienze dirette, tecniche di conservazione, riflessioni etiche sulla decrescita e consigli per una spesa consapevole.
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